bilingual blog

this is a bilingual blog written by a single mom who is like many others but who somehow is also different :-)

martedì 31 gennaio 2012

libri in pillole - books in pills

essere presenti
è molto più che semplicemente
essere lì.
malcom forbes

'buddismo per mamme' - capitolo due - esser genitori consapevolmente

se potessimo imparare a vivere in piena consapevolezza del momento presente ed esplorare il nostro 'ora', invece di rivangare il passato o progettare il futuro, troveremmo più gioia nella nostra vita, persino momenti di felicità ineguagliabile. questa è la consapevolezza, un percorso che ci conduce al di fuori della sofferenza e nella felicità.

praticare la consapevolezza ci renderà più saggi come genitori. solo con la consapevolezza nel momento presente abbiamo qualche speranza di comprendere la vera natura delle cose.

con la consapevolezza diventiamo più consci di chi sono i nostri figli e maggiormente in grado di liberarli da qualsiasi pressione atta a soddisfare aspettative non realistiche.

la consapevolezza ci permette anche di conoscere meglio noi stessi e di scoprire che in tanti modi  sono nostri figli 'crescere' noi.

essere consapevoli è rendersi conto di tutto ciò che il momento presente contiene: le sensazioni del tuo corpo, i tuoi sentimenti, le percezioni, le ipotesi e le inclinazioni. osservando le sensazioni del nostro corpo potremmo accorgerci che un umore più cupo deriva dalla fame nel nostro stomaco o dal dolore nel nostro collo piuttosto che dal comportamento dei nostri figli.

'il mondo intero è medicina': possiamo imparare da tutto ciò che ci accade.

aumentiamo la nostra capacità di consapevolezza attraverso la meditazione, ma a parte questo, possiamo praticare la consapevolezza in qualsiasi momento, ogni secondo della giornata è un'occasione per essere consapevole: mangiare, bere, aspettare, riposare, parlare, lavorare ...

potremmo non avere affatto tempo o quasi per la meditazione, ma abbiamo a disposizione ogni secondo per coltivare la consapevolezza. la sfida è quella di ricordarsi di ricordare.

ecco alcuni modi per coltivare la consapevolezza nella nostra vita quotidiana:
  • quando stai camminando di' a te stesso 'sto camminando' e percepisci gli effetti del terreno sotto piedi.
  • quando ti occupi delle faccende domestiche, nota ogni dettaglio di ciascun compito.
  • quando mangi, sii cosciente dei movimenti delle mani, del gusto del cibo, della sensazione di inghiottire e digerire, della percezione del cibo nello stomaco.
  • quando stai aspettando, in coda in banca o al supermercato, presta attenzione a tutte le sensazioni del tuo corpo.
  • ovunque voi siate, fate attenzione ai dintorni.
  • ascoltate con attenzione agli altri e mettetevi in pausa prima di saltare nella conversazione.
  • sfruttate ogni occasione per concentrarvi sulla respirazione e riposare la mente.
  • cercate opportunità di silenzio e quiete.

il karma è rapporto di causa ed effetto: tutto ciò che facciamo, pensiamo e diciamo ha un risultato. comprendendo il karma ci rendiamo conto che il nostro futuro è nelle nostre mani. in ogni momento della nostra vita operiamo delle scelte con le quali dobbiamo convivere per il resto dei nostri giorni.

la comprensione del karma ci persuade a focalizzare la nostra attenzione sul momento presente, perché questo è il solo momento disponibile nel quale possiamo influenzare il nostro karma. continuate a chiedere a voi stessi: 'come posso usare al meglio il momento presente?': allenando la nostra mente possiamo creare un buon karma e migliorare le nostre possibilità di felicità per il futuro. 
cosa si può fare

prendete tempo per praticare la consapevolezza attorno ai vostri figli per aiutarli a crescere sentendosi osservati, ascoltati e capiti.

prestate attenzione all'abbondanza di momenti speciali nel più ordinario dei giorni.

guardate in profondità per conoscere chi sono i vostri figli anziché proiettare su di loro le vostre speranze, i vostri timori e le vostre aspettative.

osservate il via vai nel vostro corpo delle sensazioni, delle emozioni e dei pensieri utili per coltivare la consapevolezza di sé che aiuta a crescere.

rendetevi conto che avete il potere di scegliere le vostre risposte emotive – che possono essere stressate e irritate o ampie e in accettazione.

osservando i dettagli del momento presente, evitate di giudicarli 'buono' o 'cattivo', 'piacevole' o 'spiacevole'.

ricordate che potete praticare sempre la consapevolezza, a prescindere da ciò che state facendo.

ogni volta che trovate il tempo, anche se è soltanto un minuto, meditate.

rendetevi conto che l'unico momento in cui si può agire è il presente, in modo da utilizzarlo per creare buon karma per il vostro futuro.

aspettatevi ed accettate la vostra incapacità di essere consapevoli. siate pazienti con voi stessi.

[liberamente tradotto e tratto da buddhism for mothers di sarah napthali]

presence is more than just being there.
malcolm forbes

'Buddhism for Mothers' - Chapter two – parenting mindfully

If we could learn to live in full awareness of the present moment and explore our own 'nowness', instead of rehashing the past or planning the future, we would find more joy in our lives, even moments of unsurpassed bliss. This is mindfulness, a path that leads us out of suffering and into happiness.
Practising mindfulness will make us wiser as parents. Only with mindfulness in the present moment do we have any hope of understanding the true nature of things.

With mindfulness we become more aware of who our children are and more able to free them from any pressure to fulfil unrealistic expectations.

Mindfulness also allows us to learn more about ourselves and we discover that in so many ways our children 'raise' us.

Mindfulness is an awareness of all the present moment contains: the sensations of your body, your feelings, perceptions, assumptions and tendencies. We notice the sensations in our bodies and we might see that a dark mood comes more from the hunger in our stomach or the ache in our neck than from our children's behaviour.

'the whole world is medicine' We can learn from everything that happens to us.

We increase our capacity for mindfulness by meditating, but aside from meditation, we can practise mindfulness at any moment; every second of the day is an opportunity o be mindful: eating, drinking, waiting, resting, talking, working...

You may have next to no time for meditation but you have every waking second available to cultivate mindfulness. The challenge is to remember to remember.
Here are some ways to cultivate mindfulness in our daily lives:
  • When you walk say to yourself 'I'm walking' and feel the effects of the ground on your feet.
  • When you do housework, notice every detail of the task.
  • When ou eat, be conscious of the movements of your hands, the taste of the food, the sensation of swallowing and digesting, the feel of the food in your stomach.
  • When you wait, in a bank queue or at the supermarket, pay attention to all the sensations of your body.
  • Wherever you are, take in your sorroundings.
  • Listen attentively to others and pause before jumping into the conversation.
  • Take every opportunity to focus on your breathing to rest your mind.
  • Seek opportunities for silence and stillness.

Karma is about cause and effect: everything you do, think and say has a result. In understanding karma we realise our future is in our own hands. Every moment of our lives we are making choices that we have to live with for the rest of our lives.

An understanding of karma persuades us to focus our attention on the present moment, for this is the only time available to influence our karma. Keep asking yourself: 'how can I best use the present moment?': by training our minds we can create good karma and improve our chances for happiness in the future.

What we can do

take time to practise mindfulness around your children to help them grow up feeling noticed, heard and understood.

Wake up to the abundance of special moments in the most ordinary of days.

Look deeply to learn who your children are rather than projecting your hopes, fears and expectations onto them.

Observe the comings and goings of your own body sensations, emotions and thoughts to cultivate the self-awareness that helps you grow.

Realise that you have the power to choose your emotional responses – stressed and irritated or spacious and accepting.

As you observe the details of the present moment, avoid rating them 'good' or 'bad', 'pleasant' or 'unpleasant'.

Remember you can practise mindfulness no matter what you're doing.

Whenever you find the time, even if it's one minute, meditate.

Realise that the only moment you can work with is the present, so use it to set up good karma for the future.

Expect and accept your failures to be mindful. Be patient with yourself.

[extracts from buddhism for mothers by sarah napthali]

sabato 28 gennaio 2012

la strada per la felicità - the road to happiness

dopo aver trascorso un paio d'ore tra scartoffie e bollette cercando di far quadrare i conti – che sono già in bolletta anche al prossimo mese e manco è iniziato – il mio umore non era decisamente dei migliori.

ma.

mi sono ricordata di una newsletter ricevuta in settimana, rimessa come 'da leggere' e sono subito corsa a riprenderla. la newsletter pubblicizzava un libro intitolato the road to happiness [la strada verso la felicità]. e recitava, tra le altre cose, più o meno così:

sono grato per ...

• il caos da pulire dopo una festa perché significa che sono stato circondato da amici.

• le tasse che pago perché vuol dire che ho un impiego.

• il prato che ha bisogno di esser tosato, le finestre che hanno bisogno di pulizia e le grondaie che hanno bisogno di fissaggio perché significa che ho una casa.

• la mia ombra che mi guarda lavorare perché significa che sono fuori sotto il sole.

• il parcheggio che trovo lontano perché significa che sono capace di camminare.

• tutte le lamentele in merito al nostro governo, perché significa che c'è libertà di parola.

• la mia enorme bolletta del riscaldamento, perché significa che sto al caldo.

• la signora dietro di me in chiesa che canta stonato, perché significa che io posso sentire.

• la sveglia che si spegne nelle prime ore del mattino perché vuol dire che sono vivo.

• le montagne di roba da lavare e da stirare perché vuol dire miei cari si trovano nelle vicinanze.

• la stanchezza e i dolori muscolari alla fine della giornata perché significa che sono stato produttivo.

si potrebbe continuare la lista all'infinito, io credo.

facciamo che comincio con l'essere contenta delle bollette da pagare. e mi preparo per il resto del weekend con tutt'altro umore rispetto a prima.

ah, sì. qui c'è un imperdibile minifilm (in inglese) sulla strada della felicità, se interessa.

non è ciò che hai, o chi sei,
o dove sei, o cosa stai facendo
che ti rende felice o infelice.
è ciò che ne pensi.
dale carnegie 

after having spent a couple of hours amongst papers and bills trying to get the accounts squared – I'm already flat broke even considering next month and it has not even started yet - my mood was decidedly not at his best.

but.

I remembered I received a newsletter this week, which I turned 'unread', and went back to reread it immediately. that newsletter advertises a book called The Road to Happiness. and among other things, it said this:

I am thankful for...

• the mess to clean after a party because it means I have been surrounded by friends.

• the taxes I pay because it means that I am employed.

• a lawn that needs mowing, windows that need cleaning and gutters that need fixing because it means I have a home.

• my shadow who watches me work because it means I am out in the sunshine.

• the spot I find at the far end of the parking lot because it means I am capable of walking.

• all of the complaining I hear about our government because it means we have freedom of speech.

• my huge heating bill because it means I am warm.

• the lady behind me in church who sings off key because it means that I can hear.

• the alarm that goes off early in the morning hours because it means that I am alive.

• the piles of laundry and ironing because it means my loved ones are nearby.

• weariness and aching muscles at the end of the day because it means I have been productive.

this list could go on forever, I believe.

I'll start with being happy to pay all my bills. and I'll get ready for the rest of the weekend in a completely different mood than the one I was in before.

ah, yes. here's an unmissable short movie on the road to happiness, just in case you're interested.

it isn't what you have, or who you are,
or where you are, or what you are doing
that makes you happy or unhappy. 
it is what you think about.
dale carnegie

venerdì 27 gennaio 2012

this moment & joy pockets

{this moment - thanks to Soulemama}

poke war to austria mode on

una seduta esplosiva
an explosive session

una proposta innocente
an innocent proposal

uno scambio di mail durante una riunione
an email exchange during a meeting

ich sage ja immer, dass du etwas Besonderes bist!

la mia reazione a quella risposta
my reaction to that answer

una telefonata col sole dentro
a telephone call with sunshine inside

una sauna rigenerante e costruttiva
a reinvigorating and meaningful sauna

il libro che sto leggendo
the book I'm reading

la musica di deuter
deuter's music


5 senses tour
thanks to holistic mama

lunedì 23 gennaio 2012

facciamo che dico sì - let's just say yes

è come se la settimana avesse preso un avvio storto. no, non proprio storto. diciamo solo un poco sbilenco.

mi sento come una di quelle vecchie auto il cui motore si avviava a manovella. (bordeaux. però con tante cromature belle lucide sparse qua e là) ed è come se avessi bisogno di qualcuno a darmi il via.

una proposta interessante per pasqua alla quale ancora non so se aderire o meno. qualcuno che ha appena subito una perdita e che vorrei abbracciare. la voce della telefonata di ieri che mi martella in testa: quando vieni? e un senso acuto e profondo, denso e pastoso dentro allo stomaco, di struggente nostalgia per quelle strade e per quegli altri occhi.

che sì, ho imparato che è meglio vivere guardando a ciò che si ha piuttosto che lamentarsi di ciò che manca. e, infatti, non mi lamento. solo che, a volte, ciò che mi manca mi si para dritto davanti e proprio non riesco a non vederlo.

facciamo che dico 'sì'. 
e riparto.
la speranza è sempre a nostra disposizione. 
quando ci sentiamo sconfitti, 
dobbiamo solo fare un bel respiro e dire: "sì", 
e la speranza riapparirà.
monroe forester

it is as if the week has taken a wrong start. no, not really wrong. let's just say a little crooked.

I feel like I'm one of those old cars whose engine had a starting handle. (I'm bordeaux. but with so many beautiful shiny chrome platings scattered here and there) and it's like I need someone to lead me off.

an attractive proposal for easter which still I do not know whether to join or not. someone who has just suffered a loss who I would like to embrace. the voice of the phone call of yesterday echoing in my head: when are you going to come? and a keen and deep sense of heartfelt longing , dense and mellow in my stomach, for those roads and for those other eyes.

yes, I've learned that it is better to live by looking at what you have rather than complain about what is missing. and, in fact, I'm not complaining. only, sometimes, what I miss springs up before me and I just can't avoid seeing it.

let's just say 'yes', then. 
and start again. 
 
hope is always available to us. 
when we feel defeated, 
we need only take a deep breath and say, "yes," 
and hope will reappear.
monroe forester

sabato 21 gennaio 2012

libri in pillole - books in pills

siamo ciò che pensiamo.
tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri.
con i nostri pensieri formiamo il mondo.
il Buddha

'buddismo per mamme' - capitolo uno - il buddismo e la maternità

secondo gli insegnamenti buddisti, la nostra capacità di felicità dipende dallo stato della nostra mente. poiché non esiste una figura divina nel buddismo, la responsabilità di gestire le nostre menti e di rimodellare il nostro mondo si trova completamente nelle nostre mani.

il vero buddismo è qualcosa che si pratica in ogni momento, ogni volta che ce ne si può ricordare.

'buddhismo per mamme' non è un manuale per genitori, ma un libro per le mamme. con la presentazione di alcune pratiche buddiste, fornisce un modo per le madri di riconnettersi con la loro interiorità e diventare più calme e più felici.

le lezioni che la tua stessa vita t'insegna sono le più affidabili e le più utili. è il tuo viaggio.

l'amore di una madre per un bambino è l'amore più vero che c'è. amare un bambino ci insegna che cos'è l'amore vero è: altruista, paziente e indulgente. scopriamo che l'amore è incondizionato, non giudicante e si aspetta poco o nulla in cambio.

il nostro amore verso i nostri figli ci porta la gioia, la beatitudine e la felicità. ciò che è veramente stimolante, però, è che attraverso l'amore di un bambino possiamo approfondire la nostra capacità di essere una persona amorevole anche per gli altri.

il buddismo insegna la compassione per tutti gli esseri viventi e ciò deve includere noi stessi.

quando i genitori sono persone dal cuore caldo, tranquillo e sereno, in generale anche i loro figli svilupperanno un tale atteggiamento e comportamento.

[liberamente tradotto e tratto da Buddhism for mothers di Sarah Napthali]

we are what we think. 
all that we are arises with our thoughts. 
with our thoughts we make the world.
the Buddha

'Buddhism for mothers' - Chapter one – Buddhism and motherhood

according to Buddhist teachings, our capacity for happiness depends on the state of our minds. As there is no God-figure in Buddhism, responsibility for managing our minds and reshaping our worlds lies completely in our hands.

True Buddhism is something you practice every moment you can remember to.

Buddhism for mothers is not a parenting manual but a book for mothers. By presenting some Buddhist practices, it provides a way for mothers to reconnect with their inner selves and become calmer and happier.

The lessons that your own life is teaching you are the most reliable and the most useful. It's your journey.

The love of a mother for a child is the truest love around. Loving a child teaches us what real love is: selfless, patient and forgiving. We learn that love is unconditional, non-judgemental and expects little if anything in return.

our love to our children brings us joy, bliss and happiness. What's really inspiring though, is that through loving a child we deepen our capacity to be a loving person for others too.

Buddhism teaches compassion for all living beings and this must include ourselves.

When parents are warm-hearted, peaceful and calm people, generally speaking their children will also develop that attitude and behaviour.

[extracts from Buddhism for mothers by Sarah Napthali]

venerdì 20 gennaio 2012

this moment & joy pockets

{this moment - thanks to Soulemama}

il famoso pneumologo austriaco - the famous austrian lung specialist

e la mascherina di austrian airlines - and the 'austrian airlines' oxygen mask

passare dal seggiolino auto al rialzino - to change his car seat since he's grown up

«hab keine Angst»

giocare a cenerentola col principe - to play cinderella with the prince

un nuovo contatto skype - a new skype contact

e la voce di quest'uomo - and this man's voice

le ciacole con un'amica in visita - chatting with a girlfriend at my place

il detonatore per l'anima - my soul's detonator

pantaloni rossi - red trousers

il folletto scappato dalla finestra - the elf who run away through his window

5 senses tour
thanks to holistic mama

mercoledì 18 gennaio 2012

cosa si può fare... - what one can do...

con la bronchite?

si possono aggiornare i disegni della parete dell'artista.

***

with bronchitis?

one can change the drawings of the artist's wall


© singlemamafranny - all rights reserved
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martedì 17 gennaio 2012

io ho un albero - I have a tree

autoproduco detersivi e cosmetici ecologici. non posso contraddirmi e guastare l'ambiente col mio blog. sono una coerente, io.

lo sapevate voi che, secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web (e quindi un blog) produce una media di circa 3,6 kg di Co2 l'anno?

io l'ho appena scoperto, venendo per di più a conoscenza di questa splendida iniziativa grazie a Valeria ed ho quindi subito aderito.

ora (anche) il mio blog è davvero ecofriendly.
chi ci fa compagnia?


I produce my own ecological detergents and cosmetics. I cannot disagree with myself and spoil the environment with my blog. I am coherent person.

did you know you that, according to Dr. Alexander Wissner-Grossan environmental activist and physicist at Harvard, a website (and a blog) produces an average of about 3.6 kg of Co2 per year?

I've just found out and I've also learned of this wonderful initiative thanks to Valeria and hence I immediately joined it.

now my blog is really ecofriendly.
will you join us?
 

quel posto - that place

mamma, come si chiama quel posto dove andiamo tra un po'?
quel posto che non mi ricordo...
quello di quella cosa che mi hanno regalato
che è sul mio comodino
e se la giro nevica?


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mom, what's the name of that place where we're going to in a while?
that place I can't remember …
the one of the thing which has been given to me as present
and it's now on my bedside table
and if I turn it upside down it snows?


lunedì 16 gennaio 2012

una specie di magia - a kind of magic

no. questo non vuol essere un post da mamma tronfia che si pavoneggia del proprio pargolo acculturato, diviso tra letture e palcoscenico. questo vuol essere un post sulla magia. quella che un bambino riesce a vedere in tutte le cose. e che noi adulti, se solo impariamo a vedere il mondo attraverso gli occhi dei nostri figli, possiamo ritrovare in qualsiasi momento.

ieri l'ometto ha chiesto di poter tornare a teatro ed è stato esaudito. in scena c'era questo spettacolo. ecco, io non lo so bene lui di tutta la storia cos'abbia capito o che idea si sia fatto. ma so per certo che gli è arrivata la magia.

mamma, ma parlano di storie di tanto, tanto tempo fa?
sì.
dinosauri?
:) no, amore. dopo i dinosauri.
cavalieri?
:) forse.

e non so se sia perché i libri gli son sempre piaciuti, o se davvero la storia di ieri, con l'idea che, ogni volta che apriamo un libro, i suoi personaggi vengono fuori e prendono vita per poi tornar dentro alle pagine quando lo chiudiamo, lo abbia stregato, ma so che oggi è rientrato da casa delle amichette con due libri illustrati ricevuti come regalo di compleanno tardivo. ed era felice, forse più che se avesse ricevuto l'ennesimo giocattolo. e felice lo ero un po' anch'io, che, leggendo i libri per lui, mi lascio trasportare dal suo entusiasmo e inebriare da quella magia.



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no. this is not going to be a post by a pompous mom swaggering of her cultured little boy, divided between lectures and stage. this is meant to be a post on magic. that magic a child can see in all things. and that we as adultsncan still find at any time, if only we learn to see the world through the eyes of our children.

yesterday my little boy asked to return to the theater and so we went. on stage there was this show. well, I do not really know what he did understand of the whole story or which idea he made himself of it. but I know for a fact that he could see the magic in it.

mom, but are they telling stories of long long time ago?
yes.
dinosaurs?
:) no, sweetheart. after dinosaurs.
knights?
:) maybe.

and I do not know if it's because he has always liked books, or if it's really the story of yesterday, with the idea that every time we open a book, his characters come out and come to life and then return to the inside pages when close, has cast a spell on him, but I know today he came back home with two illustrated books received as a belated birthday present. and he was pleased, perhaps he wouldn't have been so pleased if he had received another toy. and I was a little happy too, since in reading books for him, I let myself being carried away by his enthusiasm and charmed by that magic.

domenica 15 gennaio 2012

fuori città - out of town


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video


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venerdì 13 gennaio 2012

this moment & joy pockets

una telefonata – a telephone call

il regalo del capo junior – my jr. boss' present

una domanda a bruciapelo – an point-blank question

un muro abbattuto  –  a torn down wall

occhi felici – happy eyes

le coccole con l'aerosol – cuddling while making aerosol

questa canzone alla radio – this song on the radio

un biglietto aereo per 3 – a flight ticket for 3

quest'uomo ritrovato – finding this man again

l'ultima scatola del gioco che volevamo – the last box of the game we wanted

il suo primo libro in inglese – his first english book




5 senses tour

premessa al prossimo post - preliminary remarks to next post

per un intero anno ho allietato (o tediato, tutto dipende sempre dai punti di vista) chi passava di qui con i miei post sui weekend. erano nati per me, semplicemente perché volevo 'monitorare' la mia nuova vita e vedere se ci fossero differenze troppo marcate o tiri da aggiustare visto l'alternarsi dei finesettimana con e senza ometto. non ne sento più la necessità, preferisco scriverne se ho voglia e non farlo in caso contrario.

ed ho aderito, vista la mia smodata passione per la fotografia al this moment di soulemama, rito al quale sinceramente fatico a rinunciare. un po' perché è come se scegliessi una foto significativa per ogni mia settimana di vita. e un po' perché è già qualcosa, una foto a settimana. fossi solo un filo più determinata farei come alyson...

ora c'è un altra idea lanciata nel web a cui voglio aderire. perché a forza di scrivere dei weekend mi sono resa conto che vivo delle intere settimane meravigliose, ma non ne ho mai lasciata traccia. ed è un vero peccato. perciò da oggi, al venerdì voglio dedicarmi  anche alle 'gioie tascabili', le joy pockets lanciate da holistic mama.

vado.
che oggi è venerdì.

***

for a whole year I've been cheering (or boring, everything always depends on a point of view) those who passed by here with my posts on my weekends. they were meant for me, simply because I wanted to 'observe' my new life and see if there were too pronounced differences or things to be adjusted in consideration of the alternating weekends with and without my little boy. I don't need this anymore.

and because of my excessive passion for photography I had joined soulemama's this moment , a ritual which frankly I'm not going to give up. first of all because it's like I choose a meaningful photo for every week of my life. and also because a photo a week is a challenge. was I just a bit more determined I would do what alyson does...

now there's another idea launched in web that I want to join. because while writing about my weekends I realized that I live whole wonderful weeks, but I almost never leava a trace of that. and is a real shame. so from today on, I want to focus also on the Friday 'joy pockets' launched by holistic mama.

but I'd better be going now.
today is Friday.

mercoledì 11 gennaio 2012

rido e sorrido - laughing and smiling


cammino per la strada cercando di essere presente nella sola azione del camminare e pensando 'cammino cammino cammino', inciampo nel rumore di un cespuglio e vi scorgo un merlo stupefatto. sorrido.

la collega telefona in pizzeria per ordinare il pranzo. poi va. torna e mi racconta che il pranzo là non c'era perché lei ha chiamato la pizzeria sbagliata. rido.

squilla il telefono e dall'altro capo c'è la voce che son due settimane che mi dico vorrei chiamare. sorrido.

lo guardo andare in bicicletta, è diventato grande. va via veloce dentro ai suoi pensieri colorati e al suo berretto da elfo cucito storto. entra in panetteria con la bici attraverso le porte scorrevoli al solo scopo di salutare la fornaia. rido.

ricevo un messaggio: tu sei la vita. sorrido.

entro in facebook. vedo il suo nome e già so perché. rido.

mi scrivo con due amiche per organizzare un sabato pomeriggio strepitoso. una sta già preparando la birra. l'altra ha un libro per me sulla scrivania. e ci son 7 poltrone prenotate a teatro. sorrido.

son giorni così.
rido e sorrido.
e davvero mi sembra di non fare altro.

Nella profondita' dell'inverno, ho finalmente imparato che dentro di me c'e' un'estate invincibile.
Albert Camus
 ***
I walk down the street trying to be present in the single action of walking and I thin 'walking walking walking', I stumble into the noise of a bush and there I see a blackbird in amazement. I smile.

A colleague calls the pizzeria to order lunch. then she goes. She comes back and tells me that there was no lunch at all since she had called the wrong restaurant. I laugh.

the telephone rings and the voice at the other end belongs to someone I've been thinking about in the last two weeks and I wanted to call. I smile.

I watch him ride his new bicycle, he has grown tall. He rides in a rush inside his colorful thoughts and his wrongly stitched elf hat. And he enters by bike into the bakery's sliding doors only to greet the owner. I laugh.

I receive a message. You are life. I smile.

I log in in facebook. I see his name and I already know why. I laugh.

I exchange emails with two friends to organize a tremendous Saturday afternoon. one of them is already preparing beer. the other has got a book for me on her desk. and there are 7 reserved seats at the theater. I smile.

these days go like this.
laughing and smiling.
and it really seems to me I'm not doing anything else.

In the depth of winter, I finally learned that within me there lay an invincible summer.
Albert Camus
 

domenica 8 gennaio 2012

bei pensieri a caso - beautiful random thoughts


c'è un'idea che sta lentamente prendendo corpo. un progetto da mettere in tasca e conservare per qualche mese. sotto forma di biglietto aereo, dentro ad un cassetto.

e c'è una rete solidale tra mamme single sempre più fitta. proposte mirate ai bambini che però regalan tempo di qualità anche alle mamme.

e oggi, che emozione...
la sua prima volta a teatro.
«mamma, ma sono veri? ma veri veri veri?»
in scena c'era la rivisitazione in chiave moderna di hansel & gretel. attori bravissimi. bimbi coinvolti. circondati dall'atmosfera magica che solo il teatro sa dare.

e poi c'è che adoro farmi avviluppare dai suoi pensieri, vedere il mondo senza filtri, come lo vede lui.
«mamma, lo sai che quando io chiudo gli occhi vedo delle cose?
cioè se io li chiudo adesso non vedo il gatto. vedo un cuore e un castello.
se io chiudo gli occhi vedo cose d'amore.»

***

there is an idea which is slowly taking shape. a project to be put in my pocket and saved for a few months. in the form of an airline ticket, inside a drawer.

and there is a supportive network among single mothers increasingly. there are proposals focused on children but which also provide some quality time for mothers.

and what about today? how exciting ...
his first time at the theater.
«mom, but are they real? I mean real real real?»

on stage there was the modern version of Hansel & Gretel. with talented actors. and children involved, surrounded by the magic atmosphere that only the theater can give.

and then I love letting him envelop me in his thoughts and see the world without filters, as he sees it.
«mom, do you know that when I close my eyes I see things?
that is, if I close them now I can't see the cat. I can see a heart and a castle.
whenever I close my eyes I see things of love.»

sabato 7 gennaio 2012

un amore sofferto - a difficult love


da quando mi son trovata per casa i ferri da maglia della zia ho pensato che avrei dovuto ridar loro nuova vita, anche se non avevo idea del come. partivo da zero o poco piu': sapevo montare le maglie e lavorare a dritto. stop. poi mamma f mi ha consigliato i primi libri, il rovescio e la chiusura delle maglie li ho imparati su youtube, grazie ai video di bettaknit, e via, mi son buttata.

il primo tanto sofferto lavoro si e' intravisto nei mesi scorsi. un filato azzurro, con un punto di colore splendido. un lavoro nato sotto un ombrellone di paglia con di fronte panarea, continuato sulle sedie di legno dalle donne dei vicoli, abortito piu' e piu' volte, ripreso, interrotto, abbandonato e poi, con un guizzo finale (anche sul treno per vipiteno), portato a termine.

l'idea l'avevo presa da qui, ma (siccome son grande nella testa) ho modificato lo schema: 160 maglie per 240 ferri. bordo a legaccio (10 ferri in alto e in basso e 10 maglie ai bordi) e quadrati da 10 maglie alternati dritto e rovescio ogni 10 ferri.

lasciando perdere i punti persi e/o sbagliati (credo di aver cominciato seriamente a distinguere un dritto da un rovescio al 200° ferro), per me e' stata piu' una fatica che un divertimento. perche' quando non riconosci le maglie, devi contare. sempre. il che puo' essere si' una sorta di meditazione, ma ogni volta che qualcosa o qualcuno t'interrompe, poi son madonne che volano e santi tirati giu' in terra.

comunque, questo e' il risultato:


con questo lavoro ho tanto tanto tanto rimpianto il cucito e le mie coperte di aprile (lo so, lo so, non le ho ancora pubblicate...), tanto che credevo non avrei piu' fatto nulla a maglia e invece mi son ritrovata con mio sommo stupore a comprar di nuovo della lana …

i nonni han regalato all'ometto una sciarpa rossa che punge. cosi' lui ha pensato bene di chiedere nella lettera per babbo natale 'una sciarpa nuova e dei nuovi guanti e una cuffietta tutta azzurra, anche il pang pong'. io ho visto questa e ho pensato di regalare a lui ed al papa' una sciarpa identica. tralascio il fatto che – causa polar express – lui non doveva vedere i regali di natale fino al 25 dicembre e che le sciarpe le ho lavorate di notte o quando lui non c'era e mi hanno fisicamente stremato. dico invece che i son servite a capire che la maglia senza impegni e senza schemi mi piace assai. non ho la mente matematica e lavorare senza dover contare mi ha permesso di riconciliarmi coi ferri.

della sciarpa grande finita non ho traccia, ma si intravede qui. e questa e' quella piccola :



entrambe sono lavorate con ferri 7 a filo doppio con un filato che richiedeva (singolo) ferri 4-5.

grazie di a piccolalory per il tutorial e il supporto morale.

ma non e' finita qui. sono andata oltre.
stavolta la complice e' giuliana, che, mostrandomi il lavoro che stava facendo per natale, mi ha aperto al mondo di drops.

il mio punto di partenza e' stato questo. ho scritto a mamma f per sapere se lo schema per i ferri circolari fosse convertibile per i ferri dritti. mi ha risposto che era gia' tutto bello scritto. (???) ho capito – di nuovo – che la maglia a schemi non fa per me e mi son messa a cercare altro. (se leggo 'lavorare le maglie come si presentano' chiudo lo schema, so gia' che comporta per me troppa fatica e non e' piu' divertimento). continuando a cercare, sono approdata qui, gia' un po' piu' semplice.

l'altra sera mi sono armata di santa pazienza, modello in carne e ossa (= ometto), sciarpa (come riferimento per la circonferenza) e metro da sarta e ho preso le misure nella speranza di riuscire ad azzeccarle.

ho poi montato 60 maglie (che non so quando son diventate 62...) e ho lavorato 10 ferri a legaccio e altri venti a maglia rasata.

dopodiche' ho improvvisato le diminuzioni sui ferri a dritto cercando di distribuirle in maniera uniforme, ma sono davvero andata a caso (e, ahime', non ho scritto nulla), misurando il risultato sulla testa dell'ometto ogni 3x2 e affidandomi unicamente alla buona sorte.

quando sono arrivata a questo punto


e mi e' parso che sull'ometto tutto cio' potesse avere un senso, ho chiuso le maglie e cucito il lavoro al rovescio con punto indietro bello fitto e vicino alla cimosa. ed ho poi concluso la serata in totale personalissima esaltazione come la sera in cui ho cucito i pantaloni di buzz lightyear.

credo ricomincero' presto. pero' e' chiaro che con uno schema proprio no. :-)
p.s.: al pang pong ci abbiamo rininciato. il cappello da elfo ci piace cosi' com'e'.



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summarized english version:

I started knitting a couple of months ago with almost no knowledge of it. I simply bought a couple of books and watched lots of video tutorials on youtube.

my first project was a cradle blanket. it helped me understand that I practically hate schemes and that I don't have fun in counting every row or having to pay total attention in what I' doing. every time something or someone interrupted me, it was a nightmare.

in spite of this I found myself buying some more yarn.
since my little boy had asked Santa Claus to bring him 'a new scarf and gloves and a new cap all light blue', I decided to make two identical scarves: one for him and one for his dad, for Xmas. since he couldn't see me working on them, I had to knit by night or when he was not with me.

the scarves, having basically no scheme, helped me to pacify with knitting and – except for my becoing overtired night after night – also to have some fun. for this project I must say thanks to piccolalory.

but I could even do more.
a couple of nights ago I took needles and thread and my little boy (hoping to get the right measures) and started his elf hat. 
 
I had hoped to do this hat, but I really don't understand schemes, let alone if the scheme is made for circular needles and I can barely use the normal ones. therefore I just improvised without following a scheme.

well, my relationship with knitting is a sort of difficult love, but it's indeed worth it.