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this is a bilingual blog written by a single mom who is like many others but who somehow is also different :-)

sabato 21 settembre 2013

in punta di dita


le tue mani così, all'improvviso, 
si sono fatte strada
fuori e dentro di me.
zucchero sugar fornaciari

Me ne stavo lì, in quello spazio piccolo, con te. Incredula. Che tu fossi lì. E che io avessi detto quel che avevo appena detto. E fatto quel che avevo appena fatto. Quanti minuti ci avrà messo l’ascensore per fare cinque piani? Non lo so dire. E poi, del resto, il tempo con te scivola via sempre troppo in fretta. La porta si è aperta e, uno alla volta, siamo usciti, lasciando che si richiudesse alle nostre spalle. Dalla vetrata della spa la luce di uno dei primi giorni di sole che questa estate abbia visto faceva capolino sui vecchi coppi dei tetti bruni di Innsbruck. Mi sono diretta verso il corridoio, senza voltarmi, tenendomi stretti i miei pensieri felici e confusi, accompagnati in sottofondo dal rumore attutito dei miei passi mescolati ai tuoi. Sentivo il tuo sguardo chiaro sulla schiena e temevo potesse vedermi dentro. Le luci automatiche incastonate sul soffitto si accendevano di pari passo col nostro incedere, illuminando il lungo tappeto rosso, che quasi a voler celebrare il nostro incontro a mo’ di red carpet, ci indicava la via. Luci, tappeto, porte uguali e anonime ci sfilavano accanto, nel silenzio. Poi, d’un tratto, mi hai preso la mano. Un tocco lieve e deciso al tempo stesso, quasi in punta di dita. E, con un brivido, mi hai riconnesso all’universo, hai cancellato dubbi e portato conferme. E sono sparite luci, tappeto, pareti, coppi bruni, muri e città. Il mondo intero ha perso consistenza, dissolvendosi come fosse stato una bolla. Per una manciata di secondi, siamo svaniti persino tu ed io. Sono rimaste solo le tue dita che, aprendosi piano un varco attraverso la mia pelle, hanno raggiunto e sfiorato angoli remoti di me. E poi hanno eluso i confini e son riuscite ad arrivare oltre. Al di là del sesso. Dei sogni. Delle aspettative. E a riportarmi a me stessa, per potermi poi condurre esattamente dove dovevo essere. Da te.

scritto ahimé fuori tempo massimo per potervi partecipare
ma perché forse comunque andava scritto. 

4 commenti:

  1. "...per potermi poi condurre esattamente dove dovevo essere. Da te."

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    1. mooooolto lieta che tu abbia scelto quella frase. moooolto. :-)

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