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this is a bilingual blog written by a single mom who is like many others but who somehow is also different :-)

martedì 13 marzo 2012

libri in pillole - books in pills


uccidere la rabbia rimuove la sofferenza 
e porta pace e felicità.
il buddha
  
'buddismo per mamme' - capitolo quattro – avere a che fare con la rabbia

nel buddismo la rabbia - ed in particolare mettere in atto la rabbia - è visto come il nemico. se gestita sapientemente, è potenzialmente in grado di dotarci delle risorse interiori che ci sono necessarie per proteggere un oppresso o per lavorare per la giustizia. portandoci al cuore delle questioni, la rabbia ci fornisce un'opportunità di saggezza nel momento in cui la esploriamo e cerchiamo di risoverla. eppure, essendo il maggior nemico della benevolenza, la rabbia ha più spesso un effetto distruttivo. l'effetto sconvolgente della rabbia sulla nostra pace mentale e sulla nostra capacità di compassione, ne fa una minaccia clamorosa per la nostra vita spirituale.

tanto per cominciare, non fa bene al nostro karma: ogni volta che agiamo con rabbia aumentiamo la probabilità che agiremo con rabbia di nuovo, costringendo noi stessi a diventare belligeranti.
possiamo sperimentare un senso di sollievo nel momento in cui esprimiamo rabbia, un glorioso momento di auto-correttezza, in cui rassicuriamo noi stessi: 'beh, gliel'ho di certo fatta vedere! ". ma la grande ironia della rabbia è che fa più danni a noi stessi che non agli oggetti cui la nostra rabbia è rivolta, siano essi familiari, amici, conoscenti o estranei.

quindi cosa possiamo fare quando la rabbia s'impadronisce di noi? [...] dobbiamo far fronte a questa forte emozione negativa senza sopprimerla né esprimerla. [...] se ti arrabbi e sei turbato puoi prestare attenzione a quello che ti senti nel tuo corpo, nello stomaco, nella tua gola serrata, puoi percepire se il torace si senta costretto - puoi persino riconoscere che c'è un sacco di rabbia che monta. un conto è descriverla e riconoscerla e un altro è metterla in atto, esprimerla.

nella vita ci saranno sempre l'irritazione e la sofferenza. soltanto attraverso una mente paziente, che accetta qualunque cosa accada, possiamo sperimentare la felicità duratura. finché la nostra felicità sarà condizionata dalle circostanze esterne non conosceremo la pace.

e che dire di quei momenti in cui è troppo tardi: hai scattato e messo in atto la tua rabbia? molte madri buddiste ritengono sia importante chiedere scusa ai propri figli quando si perdono le staffe. chiedere scusa è un modo efficace per lasciare andare la rabbia, per rendersi umili.

ritengo inoltre che dovremmo mettere in guardia i nostri figli quando siamo di cattivo umore o se pensiamo di non farcela . condividere il nostro stato d'animo con loro li salva dal prendere il nostro comportamento sul personale. i bambini hanno bisogno di sapere che i nostri malumori non sono necessariamente colpa loro.

in uno spirito di indagine esaminate vostro modo di pensare: perché sto pensando in questo modo? dove mi portano questi pensieri?

che cosa possiamo fare

guardarci dentro, alla ricerca delle cause della rabbia in modo che sia possibile eliminarle.

condividere alcune delle nostre lotte con i nostri figli in modo che anch'essi possano imparare dai propri errori - non c'è bisogno di insegnare loro che siamo perfetti.

prendere in considerazione l'idea di perdonare quelli con cui siamo arrabbiati - se non altro per il nostro bene.

prendere in considerazione le cinque opzioni del buddha per gestire pensieri negativi:

1. soffermarsi sugli aspetti positivi
2. considerare il risultato dei propri pensieri
3. distrarsi
4. valutare le alternative
5. utilizzare la forza di volontà


[liberamente tradotto e tratto da Buddhism for mothers di Sarah Napthali]

Killing anger removes suffering 
and brings peace and happiness.
The Buddha

'Buddhism for Mothers' - Chapter four – Dealing with Anger

in Buddhism anger – and in particular acting out angry feelings – is seen as the enemy. If managed skilfully, has potential to equip us with the inner resources required to protect an underdog or work for justice. Taking us to the heart of matters, anger provides an opportunity for wisdom as we explore and resolve it. Still, as the greatest enemy of lovingkindness, anger more often has a destructive influence. The unsettling effect of anger on our peace of mind and on our capacity for compassion, makes it a formidable threat to our spiritual life.

For starters, its not good for our karma: every time we act angrily we increase the chance we'll act angrily again, conditioning ourselves to become belligerent.
We may experience a sense of relief as we express anger, a glorious moment of self-righteousness as we assure ourselves: 'Well, I certainly showed them!”. But the great irony of anger is in the way it does more damage to ourselves than to the objects of our anger, be they family members, friends, acquaintances or strangers.

So what we can do when anger takes holds of us? […] We must deal with that strong negative emotion neither suppressing nor expressing it. […] If you get angry and upset you can pay attention to what you are feeling in your body, in your stomach, the tightness in your throat, whether your chest feels constricted – you can even acknowledge that there is a lot of anger coming up. It's one thing to describe and acknowledge it and another to act it out.

Life will always present irritation and suffering. Only with a patient mind, that accept whatever occurs, can we experience lasting happiness. As long as our happiness is conditional on external circumstances we won't know peace.

And what about those times when it's too late: you've snapped and acted on your anger? Many Buddhist mothers make a point of apologizing to their children if they have lost their temper. Apologizing is an effective way of letting go of their anger, of humbling themselves.

I also think we should warn our children if we are in a bad mood or finding it hard to cope. Sharing our state of mind with them saves them from taking our behaviour personally. Children need to know that our bad moods aren't necessarily their fault.

In a spirit of enquiry question your own thinking: why am I thinking this way? Where are these thoughts taking me?

What can we do

looking inward for the causes of anger so that you can eliminate them.

Share some of your struggles with your children so they too can learn from your mistakes – there's no need to teach them that you are perfect.

Consider forgiving those you are angry with – if only for your own sake.

Consider the Buddha's five options for dealing with unwholesome thoughts:
  1. dwell on the positive
  2. consider the result of your thoughts
  3. distract yourself
  4. consider the alternatives
  5. use your willpower

    [extracts from Buddhism for mothers by Sarah Napthali]

    [capitolo uno - Chapter One]
     [capitolo due - Chapter Two]
    [capitolo tre - Chapter Three]

24 commenti:

  1. Questa cosa della rabbia mi serviva proprio, ma non da applicare coi figli....sono esplosa ieri, mi sono sentita in colpa ho chiesto scusa e poi è venuta fuori la domanda su come preferivo le fragole....Mi sono chiesta dove fosse il suo budda mentre mi faceva andare in bestia, anzi gliel'ho proprio chiesto e non dolcemente....penso che sia un caso molto grave ....ci devo lavorare su affinche i minuti di rabbia diventino 3 e poi 2 e poi spero di non essere già nella fossa mentre arriva lo 0. ahahahhaahha intanto rido che mi fa bene

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    1. io sto pazientemente trascrivendo 'sto libro, ma mica penso sia utile solo coi figli o solo per le mamme.

      con la rabbia ci ho vissuto anni. convissuto. mal vissuto. non la sapevo gestire. mi serviva per tenermi addosso alcune maschere. e anche come strumento di difesa per prevenire attacchi del 'nemico'.

      questa cosa buddista del percepirla nel corpo, mi sta aiutando moltissimo a gestirla. anche se ora, grazie al cielo, la vivo meno.
      e poi trovo illuminante dire ai figli guarda, c'ho le storie girate di mio, tu non c'entri se e quando serve.

      PS: io l'ho letto il post delle fragole, ma non l'ho mica capito credo ahahahaha

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    2. hahhahaha rido...poi te lo spiego ha ragione Speaker era surreale come post ma che ci posso fare se a me succedono quelle cose...così come le ho scritte!

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    3. e io che pensavo di non averlo capito per via del mal di testa. e mi ero ripromessa di rileggerlo poi.
      ahahahaha

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  2. Sante parole...anche per i papà.

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  3. eh, sì, maima.
    per i papà, i nonni, gli zii, i fratelli, le sorelle, i figli.
    se non dico il mondo intero, ma buona parte di noi imparasse a gestire la rabbia, sai che bello sarebbe?
    (sì, lo sai. lo so. era una domanda retorica)

    :*

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  4. eh la rabbia.. una brutta cosa.. bisogna seguire assolutamente i tuoi punti! un carissimo saluto dalla Cà

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    1. mah, non so se la giudico una brutta cosa.
      è un'emozione. e, come tutte le emozioni, va elaborata.
      solo che tra il metterla in atto come ho sempre fatto e osservarla e lasciarla andare scelgo la seconda che ho detto.

      :-)

      e no. non è mica facile.
      ma - come per tutti gli schemi mentali - è questione di allenamento.

      a prestissimo !!

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  5. Quello di dire a mia figlia (o a mio marito, o a chicchessia):"guarda, ho le balle girate di mio, tu non c´entri nulla, scusami", devo ammettere che é stato uno dei consigli che mi son serviti di piú, quando ho letto il libro. Anzi, credo che mi sia saltato in braccio, quel giorno,proprio perché ero su una bruttissima strada rabbiosa. Il posto(http://www.bamboo-online.co.za/),tra l´altro, é poi diventato uno dei miei angoli preferiti (pensa, é a 3 minuti da casa, recuperato da una ex edificio che non ho ben capito cosa producesse, ha una porta comunicante con un bar-ristorante dove fanno un buffet mediterraneo *a peso* tutti i giorni e ci fanno pure le cene-incontro con l´autore - e col vino che producono i genitori di una delle proprietarie - ; sopra ci son due gallerie d´arte e al sabato mattina persino il mercatino dei contadini, sul terrazzo...). Anzi, ti metto il link, che da lí puoi andare sul loro blog, e son sicura che ti salterá in braccio qualche altro libro, pregandolo di adottarti come hai fatto con questo!! ;-)
    http://www.lovebooks.co.za/

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    1. claudia ♥,
      io la scoperta del libro la devo a te. a proposito, siamo sicure che ti ho già ringraziato abbastanza? ... io non credo. GRAZIEEEE ♥♥♥♥!!!

      quanto a bamboo diciamo che è la seconda volta in una settimana che mi verrebbe voglia di prenotarmi un volo per giovannisburgo. la prima non aveva a che fare con te (ma ti ho pensato) e devo anche ammettere che quando penso a te, penso che il babbo di quel posto lì si era innamorato. ma parliamo di almeno 35 anni fa.

      ci penso, però.

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  6. questo post non è solo interessante, ma è immenso: dentro c'è una quantità di spunti per una mamma buddhista che manco ti immagini (penso anche per le mamme non-buddhiste, peraltro).
    grazie Fra', in questo periodo mi fa proprio bene leggere queste cose e, guarda caso, come sempre, me le scrivi tu (ah, le coincidenze!!! :D )

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    1. mamma f, io credo, come dicevo nei commenti più sopra, che ci siano dentro spunti per tutti. mamme, padri, figli e parentame vario. buddisti e non.

      prego, neh? ♥

      (io non credo al caso. e manco alle coincidenze. :P)

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  7. A gestire la rabbia dovrebbero imparare un po' tutti, non solo le mamme, ma questo lo hai già detto tu. Un buon esercizio in questo senso, secondo me, si può fare quando si è al volante. Non capita anche a voi di diventare delle specie di mostri quando guidate?
    A noi ora, riflettere e lavorare sui propri scatti. A me capita raramente (per fortuna), ma quando mi capita un secondo esatto dopo mi sento male, perché so che non avrei dovuto lasciarla andare così... non è facile, ci si prova, e quando ci si riesce si fa anche un bel sorrisone!

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    1. valeria del mio ♥,
      come al solito hai centrato in pieno il mio pensiero.

      oltre a quella storia lì che dice claudia (dire ai nostri bambini che abbiamo le storie girate non per causa loro) che per me è diventata un punto chiave, c'è proprio la gestione della rabbia al volante.

      e quando reagisco in maniera più soft o semplicemente dico oh, rabbia, sei venuta a farmi visita o la lascio andare, mi rendo conto di quanta negatività e quanta tensione risparmio al mio corpo nel tragitto casa-ufficio e viceversa.

      e credo che il libro abbia ragione in pieno anche su un altro punto: la rabbia fa più danni a noi che non all'oggetto della nostra arrabbiatura.

      viva i sorrisoni! ♥♥♥

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    2. se non sbaglio se n parla anche in questo libro, di rabbia al volante: dove vivo ora, purtroppo, si usa troppo l´auto (non ci sono mezzi pubblici, o quasi). Al mattino guido Anna a scuola e poi mio marito al lavoro. Che significa mezz´ora piú o meno in un traffico bestiale, per fare sí o no 3 chilometri, in una strada a 4 corsie (per senso di marcia)- e devo passare dalla corsia di destra a quella di sinistra, sperando nel buon cuore dei miei "colleghi", e loro nel mio. Ecco, io ricordo di aver letto, una volta, qualcosa tipo: "quando ti viene da insultare qualcuno per come guida, pensa a cosa magari gli sta succedendo, nella vita. Se é uno str...o (strutto?Strambo?), pensa che magari é appena stato all´ospedale a trovare una persona cara, o ha problemi sul lavoro, o ha una situazione matrimoniale fallimentare. Insomma, di solito uno felice,che magari si é appena svegliato dopo una splendida notte di passione, come guida? Secondo me ha un sorriso stampato in volto, canticchia le canzoni alla radio, é gentile e felice e lascia passare tutti i pedoni...;-) . Conclusione: se uno guida in modo da farci arrabbiare, é piú produttvo per lui e per noi fargli un sorriso o, comunque, non arrabbiarci: io non vorrei di sicuro essere al suo posto! :-D

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    3. che bella questa riflessione, claudia ♥♥♥
      grazie per aver condiviso !!

      (sai che non mi pare si parli di rabbia al volante nel libro? andrò a rivedere. ma ricorda che io ho letto solo il vol. 1 per ora. magari tu che sei avanti l'hai letto dopo :-P)

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  8. ciao,
    capito qui per caso e leggo con grande interesse il tuo post.
    Io ai figli chiedo scusa, quando mi arrabbio e in generale quando faccio cose che a loro insegno a non fare. Ha a che fare con il trasmettere il rispetto della verità che è un valore in cui credo profondamente.
    Quando mi arrabbio so che è perchè sono fragile, perchè qualcosa o qualcuno mi ha deluso e io non riesco a non sentirmi ferita, per me ha a che fare con i tradimenti, di qualunque natura.
    Per questo, oltre a cercare di gestirla (cerco il libro!), provo a lavorare su me stessa per imparare ad essere più forte e saggia e meno esposta.
    grazie per il post, mi fa pensare

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    1. ciao Maberry, benvenuta!
      (lo dico subito: sono passata al volo da te: mi piaci!)

      credo che questo libro insegni qualcosa di più del semplice chieder scusa per la rabbia 'dopo' averla espressa. insegna a dire 'occhio che tu non c'entri se capita' ancora prima di esprimerla. ed io questo l'ho trovato un insegnamento prezioso. (anche se ora davvero cerco, più che posso, di vederla arrivare e andarsene la rabbia, ma non mi riesce sempre).

      per il libro ti consiglio di leggere i commenti nei capitoli precedenti, ci sono dei link.

      a presto :))

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  9. Molto interessante per madri e non.
    Posso chiederti se hai da suggerirmi un libro semplice e accessibile che possa dare qualche piccolo spunto di riflessione a proposito di genitorialità consapevole? Ho un'amica "inguaiata fino al collo" che non so come aiutare altrimenti....Ha paura di ascoltare e ascoltarsi. Un libro può far bene a volte. Grazie.

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    1. ciao mary, ho bisogno che tu mi dica qualcosa di più sull'amica. inguaiata come madre o con la vita?
      e quanti anni ha il pargolo / hanno i pargoli?

      anche se, se uno non è pronto a far certi passi, poi i libri non li legge, secondo me. però sai mai, tentar non nuoce.

      fammi sapere che io intanto ci penso su.

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  10. Sul perdono e sul chiedere scusa sono brava...per il resto sono una principiante ma ce la posso fare!
    I sorrisi sono il mio forte...
    Un bacione Franny
    Ps: grazie anche per questo post

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  11. deb, come dicevo poco fa, qui non si tratta 'solo' di chiedere scusa dopo. ma di avvisare prima. :))

    quanto al perdono, son stata convinta per anni di esser bravina. ho cambiato idea quando si è trattato di dover perdonare me stessa. però anni e anni di duro lavoro stan dando buoni frutti.

    baci

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    1. Ecco. Colpita e affondata.A perdonare gli altri son capaci tutti (ehm...che poi mica é vero). È a perdonare noi, che facciam fatica! Io, almeno, sono molto piú rigida e severa (e cattiva) con me stessa che con gli altri. Non so cosa sia successo poco piú di un anno fa, ma sono svenuta 4 volte in una sera (senza aver assunto nulla ;-)). Mi hanno ribaltata come un calzino, sono stata 4 giorni in una clinica super efficiente (crucconienland..)e mi hanno detto che ero sanissima. Solo il loro "seelesorger", venuto da me per uno scambio di persona (credeva fossi un´altra,che lo aveva cercato), mi ha detto: "la Claudia piccola sta piangendo, perché sei troppo severa con lei. Falle qualche coccola, consolala, ed impara a conoscerla e a capire cosa le piace e cosa la fa ridere". Ammetto che l´ho pensato "strano" (ehm...il minimo). Poi ho capito. Non lo dimenticheró mai, anche se ci ho parlato sí e no due volte. <3 3 <3

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  12. claudia, tu sola qui mi puoi capire. no dico, ma quant'è meravigliosa quella parola? seelesorger . che ce ne vorrebbe uno per famiglia, altro che il medico curante.

    comunque, io sto andando da uno che fa quel mestiere lì, nel senso che mi guida in un percorso (sono al 3° round) che si chiama anima svelata ed è un percorso di consapevolezza sulle emozioni. io credo di aver iniziato a capire che dovevo perdonare un sacco di gente, ma soprattutto me stessa quando l'ho intrapreso.

    e sì, perdonare se stessi e accogliere la propria bambina interiore è un percorso duro, ma che vale assolutamente la pena fare.

    baci <3<3<3

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