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sabato 8 gennaio 2011

breve storia di un viaggio, di un libro e di una borsa in similpelle

non molto tempo fa ho fatto un viaggio, una breve fuga dalla realtà, sola soletta nella città che amo, dove si parla un'altra lingua e si vive un'altra vita. è stato un viaggio duro, tosto, difficile, più attraverso me stessa che attraverso il mondo, un viaggio che mi ha dato tanto, dove tra un quadro di frida kahlo ed una lacrima versata mi è successo anche questo.

sedevo al punto internet del mio hotel, il giaccone in bilico sulla spalliera della sedia, alta praticamente quanto uno sgabello da bar, e la mia inseparabile megaborsa in similpelle mollemente adagiata sul piano accanto al pc. non so da quanto tempo io fossi lì, ma so di averci buttato l'occhio almeno tre volte prima di realizzare che accanto alla finta pelle molliccia della megaborsa c'era lui.

lo vidi, dunque - vidi, si badi bene, non guardai - e ripresi quel che stavo facendo al pc. dopo un po' lo sguardo però volle tornar lì: copertina rigida, rossa, non molte pagine a occhio e croce, e un titolo scritto in stampatello bianco, nella lingua che amo. e lì bum! un immediato sobbalzo del cuore. pareva scritto apposta per me. da quell'istante, sebbene mi sforzassi di ignorarne la presenza, il libro prese ad ammaliarmi, manco avesse intonato il canto delle sirene di ulisse. 

no, non c'era nessuno attorno. la pancia già intimava «prendilo, è tuo», mentre la testa, bastian contrario, suggeriva prontamente di portarlo alla reception affinché il proprietario potesse andarlo a cercare. indecisa sul da farsi, presi tempo e mi mi rimisi a trafficare al pc. fu allora che, proiettate sullo schermo rividi come povere sequenze di un film mai girato la signora bionda cicciotta che poggiava sul bancone accanto a me pacchi, sacchetti e pacchettini e firmava assegni grandi e colorati quanto un lenzuolo e poi via di corsa alla reception a pagare, mentre l'amica china a testa in giù, dietro di me, lottava con la valigia che non ne voleva sapere di chiudersi. 

così come erano comparse, se n'erano andate. e da un bel po' ormai.  due meteore schizzate accanto al mio pc quasi un'ora prima. a quel punto, certa che il libro l'avessero scordato loro, non ci pensai due volte e, con un gesto  naturale, lasciai che scivolasse quasi in preda ad un moto spontaneo dentro la megaborsa in similpelle, come se mi fosse da sempre appartenuto. ed è così che è poi finito in valigia, dentro alla pancia di un aereo e poi su un taxi, fino a trovar casa sul mio comodino, lì per me a portata di mano. 

ora vado, lui mi chiama. è arrivato anche per oggi il suo momento. ora è tempo di pigiama, coperta di lana tricot, candele accese, tisana alla cannella e di libro del destino.


lo so, non ho detto di che libro si tratti. è che ho bisogno di lasciargli un alone di mistero, un che di magico. è che lo trovo talmente bello da non essere ancora volutamente arrivata alla fine. ne leggo (e ne rileggo) un capitolo per volta, come fosse una cura preziosa (per l'anima), da somministrare a piccole dosi (pena l'assuefazione). ed è che ho in tasca un sogno che presto tramuterò in azione e che, se così dovrà essere, allora forse un giorno diverrà realtà.

10 commenti:

  1. Mi piace molto l'idea di mantenere un alone di mistero...perchè penso che il "libro" voleva arrivare a te, ti ha cercata e ti ha trovata! :-)
    ti sono vicina e sento che il sogno nella tasca ha in sè la giusta forza per uscire fuori!
    Ti abbraccio forte!

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  2. ciao cara!ci sono anch'io! :-)

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  3. Niente accade per caso, quel libro doveva essere tuo, ti cercava.
    Buona lettura!! :)

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  4. Un saluto veloce veloce per dirti, che nonostante abbia commentato poco gli avvenimenti recenti (che posso dire io, fossi un pò più saggia) ti sono vicina. Mi piace la scelta della tua nuova casa, il colore denota uno stato di soddisfatto adattamento.
    Bello questo post, sono curiosa di conoscerne il titolo perchè se i libri ci chiamano, m'hanno chiamato spesso.
    Un abbraccio
    Giu

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  5. cri, concordo su tutto in merito al libro. e quanto al sogno, perché esca, è solo questione di tempo. poi sarà quel che dev'essere. come sempre.

    bacio

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  6. elena, tu ed io su certe cose siam sorelle separate alla nascita, mi sa... ;-)

    bacio

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  7. ciao giu! lieta di averti ancora con me :-)

    non so dire se sia saggezza o meno. ma è una scelta consapevole, a differenza di molte mie scelte passate, fatte unicamente per soddisfare le altrui aspettative.
    io non lo considero un fallimento, bensì un passo avanti, ma, si sa, io sono un po' pazzerella... :-)

    il libro? se il sogno decolla, poi lo svelo. promesso.

    PS: a proposito di libri, giusto oggi mi sono imbattuta nel tuo segnalibro con la frase tratta da 'seta' di baricco. lo sai che quella frase è stata per me una specie di mantra in passato? poi ho cambiato vita, smettendo di guardare a ciò che mi manca, e provando gratitudine per ciò che ho. nel legger la frase, oggi, ho sentito che non mi appartiene più. come si cambia...

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  8. Chissà.. Forse in un'altra vita lo eravamo! In questa sono figlia unica. Mi adotti?

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  9. figlia unica anch'io, in questa. e ti adotto volentieri :-)

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